piediluco trekking

A spasso tra i sogni

 PERCORSI DA NAVIGARE

 

navigare la NATURA. Un lago tutto da scoprire, camminando nel sogno, giocando con la natura e assaporando le sue tradizioni.............
Camminare e far scorrere il sentiero sotto di te, alienare pensieri solcando tracciati pieni di energia. Un cammino per il cuore che unisce ritmo sogni e poesia nulla di falso o doloroso solo un terreno smosso sotto i tuoi piedi. (Walking Luco)

Cascate 22,6 km

Piediluco Cascate delle Marmore 22,6 km

Questo percorso ha una lunghezza di 22,6 km e un discreto dislivello. Si può fare sia partendo da Piediluco che da Marmore per entrare nel parco della cascata c’è bisogno del biglietto di ingresso, gratuito solo per i residenti a Terni. Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 60 % sentiero 35% asfalto 5%.

ESCURSIONE 1

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Rocca di Piediluco 5,7 km

Rocca Albornoz Piediluco 5,7 km

Questo percorso ha una lunghezza di 5,7 km una passeggiata per la famiglia.  

Arriverete nel luogo ove oggi rimangono i ruderi del castello, Mons Lucus, era un bosco sacro dedicato alla divinità romana Velinia, moglie di Giano.
Forse la prima costruzione che sorse sulla sua sommità fu proprio un piccolo tempio dedicato a tale divinità, sostituito poi, alla caduta dell’impero romano, da una fortificazione di avvistamento.
Le prime notizie certe dell’esistenza di un luogo fortificato sul Monte Luco risalgono al 1028, sono contenute in un documento con il quale Berardo di Arrone, feudatario del luogo, offre i suoi possedimenti all’Abbazia di Farfa, vi si fa espressa menzione di un “Castello de Luco“. Durante il XIII secolo, con la nascita del borgo lungo le rive del lago, il castello passò ai Brancaleoni ritrovandosi nel mezzo delle famose guerre tra fazioni pontificie e imperiali (Guelfi e Ghibellini) durante le quali venne assediato dai comuni vicini, Rieti e Spoleto, e distrutto. L’intero territorio andò direttamente sotto l’ala pontificia di Urbano V e ceduto appunto a Blasco Ferdinando di Belvisio che costruì la rocca proprio sulle rovine di quel castello di Luco che fu roccaforte ghibellina e che poi divenne simbolo della vittoria guelfa.. Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 50 % sentiero 30% asfalto e lungo lago 20%.

ESCURSIONE 2

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Madonna dello scoglio/schioppo 9,7 km

Piediluco cimitero nuovo Madonna dello scoglio/schioppo 9,7 km

Questo percorso ha una lunghezza di 9,7 km e un discreto dislivello iniziale. La traccia parte dal cimitero nuovo di  Piediluco ma si può partire anche dal paese di Piediluco sotto troverete l’altra traccia. E’ un edificio di origine cinquecentesca, sottoposto a successivi ampliamenti nel corso del XVII e XVIII secolo.
Si erge su uno sperone di roccia a strapiombo, nel luogo in cui fu dipinta proprio sulla roccia l’immagine della Madonna che sorregge il Bambino, il dipinto si trova appena sopra l’altare maggiore.
Le due figure sono entrambe con corona in capo, l’opera però risulta essere particolarmente danneggiata e non è quindi possibile determinarne una data di origine. Nel 1983 l’opera venne totalmente restaurata il ché contribuì ulteriormente a renderne incerta la datazione.
All’interno la chiesa si presenta con navata singola con volta a crociera costolonata, con sagrestia
adiacente a un fabbricato utilizzato oggi per attività legate alla festa del luogo. Un tempo l’edificio attiguo era la residenza del custode.
Secondo la leggenda la Madonna in quel luogo è apparsa proprio al nobiluomo di Casteldilago Pietro Lelli e nel tempo il sito è diventato oggetto di processioni devozionali in ricordo del miracoloso evento.
Ancora oggi durante le processioni, a memoria del miracoloso evento, si intona la “Canzoncina in lode a Maria Santissima dello Scoglio Rotondo” composta all’epoca dell’apparizione dall’arciprete locale.

Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 60 % sentiero 40% asfalto 0%.

ESCURSIONE 3

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TRACCIA PARTENDO DAL CIRCOLO CANOTTIERI PIEDILUCO 13,45 KM

Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 40 % sentiero 5% asfalto 55%.

ESCURZIONE 3.1

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Labro 10,25 km

Piediluco valle Avanzana (la Valle) Labro e ritorno 10,25 km

Questo percorso ha una lunghezza di 10,25 km almeno 6 km in piano e un paio di salita ripida . La meta è il paese di Labro secondo la leggenda, Labro sarebbe stato fondato nel luogo dove il signorotto dell’epoca riuscì ad uccidere il suo primo cinghiale in una battuta di caccia: il suo nome deriverebbe quindi dal latino aper (cinghiale) e allo stesso modo si spiegherebbe la presenza dell’animale nello stemma del comune.Per altri invece il nome deriverebbe dal latino lavabrum (vasca), che si riferirebbe alla vicinanza con il lago di Piediluco.

Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 40 % sentiero 20% asfalto 40%.

ESCURSIONE 4

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Madonna dell'eco 19,8km

Circolo canottieri Piediluco madonna dell’eco e ritorno 19,8 km

Questo percorso  fa il giro del lago di Piediluco, ha una lunghezza di 19,8 km molti dei quali con pochissimo dislivello e forse un paio di salita ripida . La meta è Il monte Caperno do si trova La madonna dell’eco statua realizzata in ghisa ottenuta dalla fusione delle armi della guerra di Etiopia è verniciata di bianco fluorescente.

Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 40 % sentiero 10% asfalto 50%.

ESCURSIONE 5

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Miniere di Lignite 9km

Vecchia osteria miniere di lignite Buonaquisto e ritorno. 9 km

Questo percorso  ha un dislivello di circa 400 metri . La meta è la miniera di lignite (Buonacquisto)  Il giacimento di lignite fu scoperto durante lo svolgimento di lavori agricoli sui terreni di Luigi Blasi, nel 1918 iniziò la coltivazione, realizzata a cielo aperto, in modo assai poco razionale.

  • Il 18 novembre dell’anno seguente, con decreto del Commissario Generale per i Combustibili Nazionali, la Società Anonima Mineraria Capitale e Lavoro dell’imprenditore romano Aldo Battistoni, ottenne la concessione per lo sfruttamento minerario ed iniziò i primi lavori di trivellazione.Oggi sono state trasformate in parco didattico, dedicato alla memoria di Valentino Paparelli, antropologo, indimenticato custode della memoria storica della Valnerina; il percorso consente di visitare gli affioramenti di lignite, i luoghi della estrazione della miniera a cielo aperto

Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 70 % sentiero 30% asfalto 0%.

ESCURSIONE 6

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San Michele 18,5 km

Piediluco eremo di San Michele (Morro Reatino) 18,5 km

Questo percorso è prevalentemente pianeggiante . La meta è la miniera di lignite (Buonacquisto)  Il giacimento di lignite fu scoperto durante lo svolgimento di lavori agricoli sui terreni di Luigi Blasi, nel 1918 iniziò la coltivazione, realizzata a cielo aperto, in modo assai poco razionale.
Il 18 novembre dell’anno seguente, con decreto del Commissario Generale per i Combustibili Nazionali, la Società Anonima Mineraria Capitale e Lavoro dell’imprenditore romano Aldo Battistoni, ottenne la concessione per lo sfruttamento minerario ed iniziò i primi lavori di trivellazione.Oggi sono state trasformate in parco didattico, dedicato alla memoria di Valentino Paparelli, antropologo, indimenticato custode della memoria storica della Valnerina; il percorso consente di visitare gli affioramenti di lignite, i luoghi della estrazione della miniera a cielo aperto

Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 10 % sentiero 5% asfalto 85% ( la strada del percorso è asfalto, ma in luoghi dove il traffico è pari al nullo).

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Faggio di San Francesco 23,4 km

Circolo canottieri labro morro faggio di san Francesco e ritorno 23,4 km

Questo percorso è bellissimo ma consigliato per persone allenate . La meta è il Faggio di San Francesco, la tradizione popolare narra che il Poverello si trovasse sui monti attorno a Rivodutri quando scoppiò un forte temporale. Francesco allora cercò riparo sotto un faggio, che per volontà di Dio piegò i suoi rami come fosse un ombrello. Così la saggezza popolare ha spiegato la forma unica dell’albero.
Il faggio è, quindi, famoso per la sua forma straordinaria, con i rami che s’intrecciano sinuosi a creare onde e nodi dalla bellezza inusuale. Questa particolarità rende unico il Faggio di San Francesco. Gli altri esemplari della specie tendono a estendersi verso l’alto, mentre il faggio di Cepparo ha subito una rarissima mutazione, ad oggi nota solo in altri due esemplari in tutto il pianeta: in Inghilterra e in Nord America.

Il percorso è ricco di panorami e mixa strada bianca di montagna circa 70 % sentiero 5% asfalto 25%.

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